"A te voglia nichilista, per te gioia trista. Nulla nel tempo, gioia del momento. Yo, yo, yo. Rime truci, atroci, truzze, rozze come solito si consiglia dire. Nel gergo del ghetto, senza tetto rinchiuso, vagabondo disilluso, incapace di mossa alcuna, metto prona ognuna, chi dice "supina", dico io: meglio a pecorina."
Rappa bello, mi dicevo. Ronzava nella testa solo un desiderio: continua, non ne capisco nulla, ma continua la tua rima suburbana.
I concerti del Mogway sono parecchio cool nel chiul, come dice la mia migliore amica. Sono rime, basso, batteria,una base. Sono ciò che amo adesso, legami di parole, volubili. Significati buttati al vento, nel freddo esterno, fuori dal tepore da dove nascono le parole: dalla bocca, dalla lingua, dal petto.
Sembra quasi mi abbia contagiato col suo modo di cantare, sembra quasi sia io a farlo adesso. No, invece sono seduto al tavolo, davanti alla mia birra doppio malto rossa e alla mia ragazza rossa senza smalto. Mi guarda con occhi languidi, la ragazza, non la birra, io guardo la birra, non la ragazza e lei si incazza, si alza e va via. Rimaniamo io e la schiuma ai bordi del bicchiere, una sigaretta a metà nel posacenere. Arriva una bionda, si siede. Parla. Ordino un'altra birra. E' olandese, la birra; la tipa invece è de Roma. Si chiama Simona e fa la commessa in un negozio di animali. Annuisco appena, accenno ad un sorriso.
"Prendila come viene, se conviene salva me e te. Ne passanno a centinaia, come sassolini, si uniscono a formare ghiaia. Sono i primi a lasciare che tutto scorra. Sono zavorra, peso, inganno. Ti fottono, poi se ne vanno. Stavolta io fotto te, che il kamasutra sembra un ricettario, in modo vario e variopinto, cala il sipario su questo porno spinto."
E' quasi finita, ne sto per ordinare un'altra, la tipa si alza stizzita. Ho parlato poco, se ne va come la rossa: la ragazza di prima, la mia prima birra, la ragazza di ora e la mia olandese fruttata. Rimango di nuovo solo, ma non tarda a sedersi un'altra. Parla anche lei, gesticola, mi invita a dare informazioni, nome, date, luoghi.
"Qui, io, ora" le rispondo, si alza che la mia pinta è ancora grondante goccioline di condensa. Ne verranno altre 7 di birre e di donne, si siederanno, le berrò. Tornerò a casa barcollante e solitario, in un turbinio di voci e visi sconosciuti.
Devo smetterla di iscrivermi allo SpeedRapDate, solo perchè con 15 euro bevo fino al collasso.
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