sabato 22 gennaio 2011

L'uomo senza oblio

Ricordi, ricordi, ne siete circondati, siete immersi e sommersi da foto, video, oggetti, legami. Ogni cosa vi porta al passato, siete scaraventati indietro nel tempo in continuazione. Una goccia di pioggia, un motivetto alla radio, uno sguardo sconosciuto che vi fa emozionare; aromi del presente ed il profumo di torta alle mele della mamma; un sorriso ed il profilo della vostra ragazza sul letto, la domenica mattina. Voi associate, date forza ai ricordi tramite le emozioni, fate si che sia adesso ciò che era, ma con sfumature sentimentali, che addolciscono il tutto. Voi siete fortunati, voi siete ciò a cui ambivo anni fa. Adesso desidero solo una cosa. Adesso voglio sia l'oblio.
Non sono famoso come Brad Williams, detto google man.
Anche lui ricorda ogni cosa che abbia letto, visto o vissuto e come me soffre di ipertinesia. Ho un disturbo all'ippocampo e le connessioni neuronali in questa area del cervello sono un po' anomale.
Non sapevo di essere diverso, fino all'età di 10 anni, quando mio padre mi regalò un'agenda della banca di Roma.
Era normalissima, copertina in finta pelle color ebano, ruvida al tatto, spigolo sinistro in alto un pò ammaccato, 212 fogli in totale, di cui terzo e quarto occupati dalla solita cartina del mondo diviso in paralleli e meridiani, con i vari fusorari. Era il 1991, primo giorno dell'agenda martedì 1 gennaio, il cielo è coperto, mamma prepara un caffè in cucina, papà fa la barba, c'è ancora qualche bottiglia della sera prima, Cossiga nel messaggio di fine anno invita a combattere la malasocietà, i botti fanno 2 morti e 779 feriti, alla radio canta Celentano, a detta dello speaker, il mio fratellino dorme ancora.
Ho scritto questo e l'ho fatto vedere a mia mamma. Lei mi guarda in modo strano e mi dice che quelle cose non erano successe oggi, va da mio papà e fa vedere quello che avevo scritto e li sento bisbigliare.
Ciò che ricordavo era esattamente ciò che era successo lunedì primo gennaio 1990 ed ero in grado di fare lo stesso con tutti gli altri giorni dell'anno, a partire dal 1984.
Penserete che figo, ricorda ogni cosa della vita, potrebbe partecipare a chi vuol essere milionario e vincere.
No, non avviene così, ricordo moltissime cose minuto per minuto, ma ho una predilezione per ciò che riguarda gli occhiali da vista. Se nella stanza, nella notizia, colui che la annuncia, il mio interlocutore ci sono o ha degli occhiali da vista, io ricordo persino il numero di parole pronunciate dai presenti o l'odore che hanno, il colore del cielo, dei divani, il canale televisivo, i visi dei passanti, il brano cantato alla radio.
Ho provato ad eliminarli dalla scena, essendo portatore anche io, ho messo le lentine, ma ricordo comunque almeno al 70%. Non ne posso più, passo la maggior parte del tempo nei ricordi, vivo nel passato, mentre voi avete sempre un appiglio che vi tiene ancorati al presente. Sono come un immortale che vive oltre i suoi amori, oltre i suoi affetti. Vivo i miei ricordi oltre la loro essenza istantanea di accadimenti relegati a quel momento, come avvenissero sempre e per sempre. Rivivo addii, dichiarazioni d'amore, nostalgie, risate, paesaggi, suoni.
Si dice che la vita è bella perchè è una ed irripetibile. Molti di voi tornerebbero nel passato e cambierebbero qualcosa, io ci torno migliaia di volte e non posso cambiare nulla. Beati voi che potete rimuovere.
Io desidero solo l'oblio.

A.C.

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