Leggera brezza. Il sole picchia sulle nude braccia. Vedo un lampo, un guizzo luminoso. Non può essere, penso. Oggi è sereno, non ci sono nemmeno le nuvole. Abbasso lo sguardo e lo rivedo. E' solamente l'occhiolino che mi fa la spia della benzina. Che culo, era meglio un temporale.
Con sgargiante cartamoneta alla mano, mi reco al distributore più vicino. Smonto da cavallo e do in pasto 20 euro all'automatico, rassicurato comunque dalla cassa aperta: rimarrà della biada pure per me. Infatti il mio ronzino ne ciuccia solo 9 euri, con il resto mi sollazzo io. Raggiungo con passo da cowboy la postazione del benzinante, con casco in testa e bigliettino di resto alla mano.
Egli mi si avvicina, strizza gli occhi con fare interrogativo. Osserva il mio biglietto, il mio scooter, il mio casco, fors'anche la mia patente col suo sguardo a raggi X. Prende il fogliettino in mano, si accarezza il mento e porge la sua domanda da sibilla a 100 ottani: <<Cosa vuoi fare?>>.
Mi passano per la mente mille risposte:
"Prendo due birre e dei crostini";
"Vorrei pagare la bolletta";
"In estate mi piace andare sul gommone";
"Ho un pizza per un certo pirla";
"No parlo 'taliano";
"Me lo puoi dare tutto in caramelle gommose?".
Magari intende nella vita. Beh! Da piccolo volevo fare l'astronauta, adesso basta che mi dai il resto. Impiccione.