mercoledì 16 marzo 2011

Pochi passi

Che bella la libertà, stupendo essere indipendenti. Oggi mi sono messo in cammino per la prima volta dopo 14 mesi. Ho imparato la lingua del posto, assaggiato le prelibate pietanze e le delicate carezze delle cortigiane; riverito e servito quasi fossi un re.
V'era sempre una schiera di giullari per il mio personale divertimento e innumerevoli serve dedite alla pulizia della mia persona e al soddisfacimento d'ogni mio desiderio. So che la vita è dura; so di essere un privilegiato; so di essere curioso; so che è questo il motivo per cui abbandono ogni cosa e mi dirigo verso terre lontane.
Ho appena lasciato alle mie spalle la Piana del Morbidio.
Per Dio! Le gambe tremano, ma ritte rimangono, piegate alla mia ferrea volontà di continuare. Vedo in lontananza i verdi pascoli del monte dei Seduti. Ivi farò la prima sosta del mio lungo viaggio, attraversando la palude Pelosa ed il deserto dei Diagonali. Procedo a passo spedito, incurante dei pericoli. Una leggera brezza solletica la schiena: un brivido sale fino alla nuca.
Proseguo imperterrito, ma un grido perviene straziante alle mie orecchie.
E' un attimo; mi volto prima di perdere l'equilibrio e cadere.
Per Giunone, cosa ci fa qui la mia più fedele serva? Come osa seguirmi? E cosa ride, sta Stronza!!! Ma cosa vedono i miei occhi c'è anche il giullare, non sarà forse un agguato? Traditori.
Alchè sento ella dire a gran voce, rivolgendosi all'altro infame:
"Hai visto Marco? I primi passi del nostro bimbo"
Stroncare così un' avventura; qualcosa di epico poteva accadere.
Fortuna volle sti due imbecilli non fossero i genitori di Ulisse. Qualcuno mi deve un favore: Omero dovresti baciarmi il culo!

Nessun commento:

Posta un commento